Il Wozzeck

Una occasione mancata  . Il teatro di Stato della Baviera ha trasmesso in streaming la prima di uno spettacolo importante : Wozzeck di Alban Berg.

Mi sono messa devotamente a guardare in attesa di quello che speravo  fosse  un evento importante , ma ne ho avuta una vera delusione.

Mi spiego meglio , in un momento in cui si celebra un po’ dovunque la giornata contro la violenza contro le donne pensavo ( a torto ) che una messa in scena di questa opera sarebbe stata utile per richiamare l’attenzione su questo terribile fenomeno 

Sappiamo che l’opera è tratta da una piece teatrale scritta addirittura nel 1836/37  da Georg Büchner  , restò incompiuta per la morte dell’autore e solo  nel 1913 a Monaco l’opera fu completata e messa in scena . L’autore non la vide mai rappresentata .

Fu un successo , molti videro nella la storia del povero barbiere- soldato la tragedia di un uomo ridicolo tiranneggiato da un serie di personaggi  ( il capitano , il dottore , il caporalmaggiore ) che ne fecero la vittima predestinata  ad essere un assassino , bastava mettergli in mano un coltello, una tragica ballata di denucia sociale.

Dall’originale Woyzzech Alban Berg nel 1925 , su suo libretto che dedicò ad Alma Mahler , trasse la sua opera   in tre atti e quindici scene che chiamò Wozzeck.

La storia ricalca fedelmente la trama teatrale , la  pesantezza ironica del testo , la tragicità e l’orrore di una guerra finita da poco ne fecero un testo che si prestava ad una lettura di condanna delle classi superiori nei confronti del povero individuo , povero di testa che diventa  naturale vittima del potere.

Ma c’è un altro personaggio importante nel racconto ed è la povera Marie , la vittima della vittima , a sua volta vittima e madre di un povero bambino che non ha scelto di vivere nella miseria e nella abiezione morale che lo circonda .Ebbene , io ricordo di avere visto un Wozzeck in cui questa dolente figura di Marie giace alla fine , gettata nelle acque fredde del fiume , pgnalata a morte mentre il bambino ripete indifferente il suo canto su un cavallo a dondolo per poi allontanarsi indifferente con gli altri bambini.

Questo non l’ho trovato nella rappresentazione datata in maniera pesante , ovviamente in relazione alla stupenda musica di Berg , ma decisamente inattuale per quello che io avevo sperato di vedere.

Ne è venuto uno spettacolo freddo , decisamente datato , in cui il realismo di un fatto di cronaca realmente avvenuto viene raccontato in maniera surreale e antinaturalistica . Per me uno spettacolo vecchio , peccato.

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