Der Ring des Nibelungen

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Prima di affrontare il Ring penso sia utile ricordare la nascita del testo letterario ed anche la lunga gestazione dell’intero ciclo che Wagner ha affrontato nel tempo della sua vita , attingendo a fonti disparate  e con la solita megalomane consapevolezza di creare qualcosa di immortale.

Comincio’ a scrivere il suo Rheingold nell’ottobre del 51 fino almarzo ‘52.  Walküre dal novembre  51 fino al luglio successivo. Sigfried praticamente in contemporanea e un abbozzo del Mito dei Nibelunghi lo cominciò addirittura a Dresda nel 48 , tutto fu finito a Zurigo nel dicembre del 52 . Lo pubblicò poi in 50 esemplari nel febbraio del 53.

Incredibilmente varie le fonti , ma fino a quel momento il suo intento era la rappresentazione di un mondo sociale pre-marxiano e si ispirava ad antiche fonti facendo anche riferimento alle Rune , alla Edda di Snorri.

 La musica del prologo la inizio‘ nel novembre successivo fino al gennaio , la partitura fu pronta il 28 maggio 54.

Velocissima la creazione felice della Walhüre : dal giugno al dicembre del 54.

Poi iniziò Sigfried nel 56 e si fermò alla fine del secondo atto . Scrisse allora : lascio Sigfied nel bosco….

Cosa gli era successo? Aveva incontrato Schopenhauer e la sua filosofia , l‘onnivoro geniale non sapeva o voleva andare avanti.

Nacquero così , direi ironicamente , nel frattempo il Tristano e i Meistersinger , quando riprese il grande progetto sapeva che il mondo sarebbe vissuto sulla distruzione dell‘antica morale , riprese e fini‘ Sigfrido e la chiusura con la fine del mondo dei vecchi dei che  avvenne nel novembre del 1871.

Tutto questo lo scrivo non per sfoggio di piccola erudizione , ma per capire meglio quanta strada ha fatto il Ring prima di arrivare a noi nella sua forma conclusa.

Vengo quindi alla rappresentazione di Monaco : il Vorabend , prologo si apre sulla magica nota fissa : il mi bemolle grave : la musica prima della musica .

Siamo nel tempo prima del tempo ,l‘Urzeit , il mondo dei Giganti e dei Nani , vi si aggirano gli Dei , ancora non ci sono gli umani e in un groviglio di intrighi e inganni in realtà si raccontano perfidie e delitti .

Le figlie del Reno proteggono il loro prezioso oro che Alberich ruba , Wotan con la sua lancia ricavata dal sacro frassino vorrebbe tutto il potere, Frika sua moglie vuole la liberazione della sorella Fraia , dea della bellezza e dell‘amore che è prigionieradei Giganti e potrei seguitare a raccontare ma …

Questi dei in scatola che si muovono in un non-luogo in abiti moderni , con l‘intento ,credo,  di esaltare il lato borghese delle loro gesta non mi convincono . Mi manca la rocca , il Reno , Alberich che si trasforma inrospo e in drago mentre Donner in grisaglia si aggira con un anacronistico martello in mano.

L‘unico momento suggestivo visivamente è la rappresentazione della fucina di Mime e decisamente convincenti Fafner e Fasold sulle loro montagne di corpi.

Mi accorgo di pensare che in fondo gli elmi e le corna qualche fascino lo avevano anche se la celeberrima messinscena Chéreau-Boulez ne fece per sempre piazza pulita e segnò la svolta dalla quale ovviamente non fu più possibile tornare indietro .

Mi rendo conto che oggi non sia facile affrontare questa immane, faraginosa vicenda su cui tanti filosofi e musicologi  hanno versato fiumi d‘inchiostro ma la strada intrapresa con questo Ring non mi convice del tutto.

Diverso e magico il piano musicale : Petrenko riporta tutto ad un magico fluire incantato da cui emergono tutti i temi che costruiranno la Tetralogia , le voci di un livello altissimo ne fanno una produzione di grande livello . Si segue il racconto affascinati dalla perfezione dei suoni : i Leitmotiv affiorano e si perdono senzasoluzione di continuità ,questa direzione ci regala un Wagner scarnificato e forse più pulito, sicuramente privo di vezzi e vizzi cui altre rappresentazioni ci hanno abituato.

È per me il vero pregio di questa prima serata , il cammino che ci attende mi incuriosisce molto , mi perdonino i miei scarsi lettori , di tutti gli interpreti grandissimi parlerò in seguito.

Per ora gli dei si avviano verso il Wahall con il loro carico di colpe e vaticinii, mi serve una birretta per mettermi al tavolo per parlarne con  gli amici.

 

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