Ancora su ARTE

Colgo l’occasione del Festival di Aix en Provence per parlare ancora una volta del canale culturale franco/tedesco sul quale si possono vedere preziose e interessanti messinscene , non reperibili altrove.

In realtà . so di ripetermi perché questo argomento lo avevo già affrontato in passato ,il nome ARTE è un acronimo e non va confuso con il canale Sky Arte dallo stesso nome :
ARTE significa Associasion Rélative à laTelevsion Europeenne e fu creato con i soldi della Comunità europea per dare ai cittadine europei la possibilità di vedere “ in chiaro” spettacoli culturali e informazioni. generali.

Anche l’Italia avrebbe potutto partecipare al progetto , ma in quel momento le frequenze a nostra disposizione erano tutte impegnate dai canali berlusconiani e non si trovò il posto per noi!

Ricordo , era il 1992 ,un paginone di Repubblica che denuunciava lo scandalo , poi tutto finì li nell’indifferenza culturale del nostro felice paese.

Ci fu un periodo nel quale questo canale lo si poteva vedere sulla piattaforma Sky poi ovviamente avendo Sky pensato di farne uno con lo stesso nome per vederlo bisogna andare su satellite o attraverso varie piattaforme culturali che nel frattempo sono cresciute come funghi.

Ho un caro amico di web che si fa tutti i Festival possibili , c’è anche Francesco Maria Colombo che segnala queste cose interessanti e io che sono molto curiosa di cose belle  (o meno belle ,ma interessanti) vado spesso su questo canale.

Certo che gli spettacoli si dovrebbe poterli vedere dal vivo e so benissimo che qualunque ripresa tv anche preziosa non ci regala la stessa emozione dello stare lì , magari al caldo estivo provenzale , a godere dal vivo gli spettacoli.

Lo spettacolo di Romeo Castellucci ispirato al Requiem di Mozart è molto suggestivo,riprende la cifra stilistica del regista dai tempi dei Raffaello Sanzio , quando era molto più provocatorio , comunque seguita a raccontare spettacoli molto riconoscibili del suo stile.

L’ascesa e caduta della città di Mahagonny di Kurt Weil su libretto di Brecht ha un atout nella direzione di Esa Pekka Salonen e una regia interessante di Ivo Von Hove ; soprattutto ha due interpreti di notevole livello : una Karita Mattila ancora ottima attrice e Annette Dasch perfetta nel ruolo di Jenny .Il tenore austriaco che non conoscevo è notevole , ma sono tutti vocalmente molto bravi , solo non so se questa sia la migliore rappresentazione della parabola brechtiana.

La Tosca non la si può vedere in chiaro , ma mi si dice che fosse problematica ..se non brutta . Ne parleremo in seguito.

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